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Sabato
Arrivo con gli ospiti in
serata all'aeroporto di Marsa Alam dopo aver passato 3 settimane in
Italia ad occuparmi di problemi organizzativi. Veloce transfer e comodo
imbarco alla nuova marina di Port Ghalib che dista pochi minuti di
pulmino. La temperatura è mite, 28 gradi con leggero vento fresco da
Nord
Domenica
Lasciamo il porto dopo colazione
vento leggero mare un poco formato, durante il briefing barca dirigiamo
sulla zona di Abudabbab per la prima immersione di ambientamento. Dopo
circa 2 ore di navigazione siamo a Abudabbab 4 con i suoi numerosi
pinnacoli coloratissimi su un fondo sabbioso non superiore ai 15 metri.
E’ l'ideale per una prima immersione di ambientamento adatta a
riprendere confidenza con l'attrezzatura per chi è tanto che non si
immerge e per tutti utile per trovare la pesata ideale vero segreto di
una piacevole e rilassante immersione! Durante il pranzo decidiamo di
fare una seconda tranquilla immersione sui miei amati giardini di corallo
di Abudabbab 3 senza tralasciare il piccolo relitto e le splendide grottine per poi dedicarci il giorno seguente completamente ad
Elphinstone prevedendo di effettuare li almeno 3 immersioni, in questo
modo evitiamo il gran numero di barche che si stanno affollano
e diamo il tempo al vento di sfogarsi ancora un giorno prevedendo che
vada in miglioramento e poter così effettuare una traversata alle Brothers nel migliore dei modi. Chiudiamo la giornata con una notturna
libera, in zona riparata 10 metri di fondo senza corrente con la
possibilità di avvistare ballerine spagnole dato che di giorno
osserviamo numerose corolle delle sue tipiche uova rosate.
Lunedì
Sveglia all’alba per sfruttare le
giornate che incominciano ad accorciarsi, siamo ancorati sul plateau
Nord di Elphinstone dato che le condizioni di mare sono molto buone,
siamo l’unica barca qui ma altre 2 sono ormeggiate a sud, meno male che
il grosso delle barche se ne è andato ma fin dall’alba i gommoni
scaricano subacquei sotto la nostra barca. Prevedendo
corrente scarsa o nulla decidiamo di scendere direttamente dalla barca,
ce la prendiamo comoda, attendendo che i subacquei delle altre barche se
ne siano andati e che un po’ di luce arrivi a dare colore a queste
magnifiche pareti, tanto non prevediamo nessun incontro particolare in
queste condizioni! E così è, ci facciamo una piacevolissima immersione
tra meravigliosi colori. Dopo la colazione la ripetiamo tanto ci è
piaciuta ma questa volta ancora più addossati al reef per godercelo al
meglio, poi pranzo e verso le 16 scendiamo sul plateau Sud. La
tentazione di andare all’arco è grande ma resistiamo visto che è solo il
secondo giorno di immersione, non ancora tutti sono a loro agio in acqua
e poi è la terza della giornata, scendere a minimo 53 metri (tanto è la
volta alla minima profondità) non è poco e poi lo so già c’è sempre quello
che vuole arrivare a fare segnare i 60 sul computer e poi quello che si
ubriaca un po’, insomma decidiamo di comune accordo che non ne vale la pena! Finita l’immersione il mare
calma decisamente e
incominciamo la navigazione verso le Brothers, da qui ci vorranno
circa sette ore per cui ceneremo in navigazione e arriveremo in tempo
per riposare ancora qualche ora prima della sveglia.
Martedì
Solita sveglia all’alba, siamo alla
piccola Brother, mare non molto formato ma corrente violentissima da
nord ovest, organizziamo i gruppi e io vado per primo con il mio.
Essendo la prima in questa zona non conosco ancora esattamente la forza
e il punto di impatto che avrà la corrente sul Reef per cui mi tengo
dalla parte della ragione facendoci scaricare dai gommoni leggermente
distante dalla punta nord della piccola Brothers (voglio evitare che la
corrente ci trascini sul cappello del reef dove frange l'onda) Purtroppo alcuni del
gruppo faticano a scendere (nel briefing avevo avvisato che la discesa
in queste condizioni, non facili, avrebbe dovuto essere veloce e che se
c’erano problemi si doveva rimanere in coppia con il compagno risalire e
farsi recuperare dal gommone) e infatti qualcuno fa così avendo perso il contato con noi che abbiamo puntato subito la
parete raggiunta la quale ci siamo spostati verso il punto un cui la
corrente impattava, il classico e famoso terrazzino. Qui uno spettacolo
stupendo, la corrente arrivava con forza spaventosa da dietro la parete
Ovest, ci siamo ancorati con due dita al reef e la
forza dell’acqua faceva vibrare la maschera tendendo a staccarcela se ci mettevamo di
profilo, un carosello di Squali Grigi, ne ho contati fino a sette tutti
insieme, danzavano attorno, tra planate e picchiate in cerca di
catture è stato un vero spettacolo, la nostra quota di 35 metri ci ha
permesso solo alcuni minuti di fondo e rimpiangiamo di non aver avere
Nitrox nelle
bombole, avremmo potuto godere di quello spettacolo molto più a lungo. Siamo
poi rientrati lungo la parete Est in senso orario tenendo il reef a
destra pinneggiando leggermente contro la corrente del gorgo creato dal
ramo che passava a Nord del Reef. Raggiunta la parete Sud abbiamo atteso
che i gommoni ci recuperassero, per la corrente era impossibile fare i
trenta metri che ci separavano dalla barca, chi ci ha provato, quelli
del gruppo di Susanna che tra l’altro oltre ai grigi hanno visto anche
un Martello sia pur lontano, pur aiutato con cime dai marinai è tornato
a bordo visibilmente provato. Una volta a bordo abbiamo ritrovato quelli
del nostro gruppo che si erano separati da noi con i musi lunghi, in queste
circostanze vengono fuori le difficoltà delle Brothers, comunque tutto
bene, l’importante è fare in modo di non mettersi in pericolo, non è un
problema se si canna l’immersione, se ne potranno fare mille altre, il
mio motto è sempre stato: meglio rimpiangere di non aver fatto
un’immersione piuttosto che rimpiangere di averla fatta! Seconda
immersione della giornata ancora sulla punta nord, questa volta la
corrente, sempre molto forte, è leggermente girata a est e colpisce in
pieno il piccolo plateau. scendiamo proprio nel punto in cui apre, per
arrivarci dobbiamo aiutarci ridossandoci al reef, ma poi entriamo proprio
nella calma dell’"occhio del ciclone" una sensazione bellissima, attorno
a noi pesci in frenesia ci circondano ovunque, si avvicinano anche
alcuni grigi ma non è lo spettacolo di questa mattina. Quando il
computer segnala l’ora di risalire ci lanciamo
nel ramo di corrente che percorre il lato Ovest, velocissimi, non
riusciamo neanche a goderci la magnifica parete, la più bella a mio
giudizio dell’intero Mar Rosso Egiziano. Arrivati a sud dell’isoletta la
corrente ci lascia e dopo aver visto un po’ in lontananza un bell’esemplare
di Squalo Seta (ormai nostro amico abituale) risaliamo in tranquillità
alla barca. Pranzo non proprio leggero, la gola è gola, e poi verso le
quattro del pomeriggio ultima immersione della giornata (alle brothers
le notturne sono vietate) Questa volta dai gommoni ci facciamo portare
sulla parete SudEst contando sulla corrente che girando ancora verso est
ci prende e ci porta verso la foresta di gorgonie. Appena scesi
incontriamo una tartaruga tutta indaffarata a rosicchiare un po’ di
madrepora cercando chi sa cosa. Poi entriamo a favore in una corrente che raramente
ho trovato così forte, anche con rami discendenti, in alcuni
punti le nostre bolle scendevano verso il basso! Finalmente
appena girato l’angolo della punta sud la corrente ci lascia e ci
dedichiamo ad un grosso napoleone. Ancora il
Seta ci fa compagnia sotto la barca, siamo venuti apposta per
incontrarlo a fare la sosta di sicurezza qui. Chiudiamo la
giornata con la cena a base di pesce (rigorosamente comprato al mercato
e non pescato, qui siamo in un parco)
Mercoledì
La giornata inizia presto come al
solito, ma già ieri notte ci siamo spostati alla grande Brothers,
distante circa 1 miglio, dove c'è il faro visitabile semprechè
non ci siano alti ufficiali in giro (sarebbe infatti vietato scendere)
mentre il normale personale di guardia ci ospita molto volentieri e poi
sperano anche di venderci qualche maglietta celebrativa che fanno realizzare
apposta. Aspettandoci la solita forte corrente da nordovest decidiamo di
farci portare dai gommoni poco oltre la verticale dell’Aida. La discesa
avviene senza nessun problema e abbiamo il tempo di ritrovarci tutti sul
reef fuori dalla risacca prima di essere portati dalla corrente sul
relitto, scendiamo alla sua quota minima di circa 28 metri e ci ridossiamo alle sue lamiere per goderci la vista di insieme impreziosita
dalla moltitudine di alcionari che qui prosperano grazie alla corrente.
Subito un enorme napoleone ci viene incontro, poi ci gustiamo le
numerose incredibili gorgonie che tempestano tutta la parete soprastante. Terminato
il tempo a disposizione ci stacchiamo e la corrente ci
porta, (questa volta in modo dolce dal momento che l’isola più grande
frena meglio l’impatto della corrente) per tutta la parete ovest
fino al plateau sud, lungo il percorso, fatto senza dover dare un colpo
di pinna, troviamo bellissime gorgonie alcionari e un bel banchetto di
tonni. Arriviamo alla barca senza fatica e dopo la sosta di sicurezza
risaliamo. Dopo il riposino postpanzo decidiamo di immergerci sul
Numidia contando su una corrente sempre forte che però arriva da est e
così è, ci buttiamo a monte del relitto e in un attimo ci siamo, anzi
dobbiamo subito ridossarci alle sue enormi strutture per poter rimanere
li e non essere strappati via dalla corrente. Bello affacciarsi dalla
murata con la maschera che vibra per la corrente, un grigio in
lontananza insegue un banchetto di grossi e argentei carangidi. Finito
il tempo a disposizione risaliamo non senza aver dato un’occhiata alla
sala macchine dove alloggia una bella "Alternativa a Vapore a Triplice
Espansione" quella che chiamiamo comunemente macchina a vapore. Ci
lasciamo correre lungo il reef fino alla svolta sulla parete Ovest dove
la corrente ci molla, nuotiamo fino alla macchina a vapore dell’Aida
sbattuta dallo schianto sulla sommità del reef e ci facciamo recuperare
dai gommoni. Decidiamo di fare rotta immediatamente su Safaga,
approfittando del mare buono che dovrebbe garantirci una confortevole
navigazione.
Giovedì
Oggi il vento è davvero fortissimo e
si era già alzato durante l’ultima parte di navigazione. Meno male che
siamo già ridossati nella zona di Safaga, ci immergiamo molto presto su
Panorama reef, seguiamo il plateau sud e incontriamo una tartaruga che
va a spasso e poi una pericolosissima conchiglia conus texile davvero
enorme che forse è ancora fuori dopo la caccia della notte. La parete
sotto alla barca piena di Attinie con molti pagliacci ci ha
piacevolmente impressionato e appagato gli amanti del genere, le brothers non
erano certo il loro ambiente ideale. Seconda
immersione tra il piacevole giardino di coralli di middle reef tra
murene giganti e coni di corallo duro. La terza poi invece tra i
torrioni di Tobia, grossi napoleoni e tanti Pterois ci preannunciano una
piacevole notturna.
Venerdi
Nella tarda serata di ieri ci siamo
spostati fino alla zona di Hurghada e abbiamo passato la notte ancorati
al bellissimo reef di Gota Abu Ramada, detto anche l’Acquario per la
bellezza delle sue formazioni di corallo duro tra le quali si riparano
grandi banchi di tutte la specie di pesci abitanti la barriera, persino
sciami di piccoli barracuda amano passare il loro tempo qui. Le
formazioni poi sono coloratissime e intatte grazie al fatto che la
famigerata corona di spine, che ha distrutto ad esempio la bellissima
Carless Reef, qui non si è sviluppata, contrastata dai numerosi balestra
che vivono cibandosi dei ricci che trovano riparo tra queste madrepore
dure, vivissime grazie alla moltissima luce data dall’acqua limpida e bassa su fondo
sabbioso riflettente che offre quindi il massimo irraggiamento solare.
E’ la classica immersione da affrontare con tranquillità estrema
gustandosi queste meraviglie appieno e lo facciamo prestissimo prima che
arrivino le barche dei diving e persino degli snorkelisti che sono a
tiro delle loro piccole barche data la poca distanza che ci separa ormai dagli
Hotel. Concludiamo la settimana di crociera con quella che a mio avviso
è la più bella immersione di Hurghada, Gorgonia Reef che è la parete est
della isola piccola Giftun, grazie alla sua esposizione alla corrente
offre le condizioni ideali per la crescita di numerose bellissime
gorgonie, c’è poi un punto che amo particolarmente, una spaccatura
che attraversa il reef, un po’ profonda per la verità ma moltissime
formazioni di gorgonie e corallo nero la rendono davvero uno spettacolo
unico! Al termine purtroppo bisogna rientrare, cerchiamo di non farlo
troppo presto ma la burocrazia, le esigenze della barca e del suo
equipaggio impongono il rientro alla marina entro un certo orario. |
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