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16 Settembre 2006 Itinerario Brothers - Diario di bordo di Ermanno Grassi

Itinerario

Brothers' Island + Elphinstone

Data

16 - 23 Settembre 2006

Barca

M/y Horizon

Porto di Partenza

Port Ghalib

Porto di Arrivo

Hurghada

Partecipanti

19 Ospiti

Temperatura Acqua

28/30

Temperatura Aria

25 - 35

Vento

Fresco o leggero quasi sempre, forte in alcune occasioni

Condizioni Mare

Buono i primi giorni, ritorno dalle Brothers' con mare mosso.

Visibilità Acqua

Buona
IN BREVE:  Questa settimana l'itinerario è stato un po' diverso dal solito, siamo partiti infatti da Port Ghalib e dopo una giornata di immersioni di ambientamento siamo andati subito a Elphinstone, poi abbiamo puntato sulle Brothers, dopo due giorni siamo tornati sottocosta sui più bei reef della zona di Safaga, L'ultimo giorno lo abbiamo passato immergendoci nel famoso "acquario" di Hurghada. Il tempo è stato molto buono con temperature calde di giorno e più fresche alla sera, poco vento nei primi giorni ma poi ha rinforzato molto, per fortuna ormai eravamo già sottocosta nella zona di Safaga e non ci ha infastidito più di tanto nè la navigazione nè le immersioni. Da segnalare le correnti particolarmente forti che abbiamo incontrato alle Brothers.
LINK AI PARTECIPANTIwww.mestrescubateam.it - www.hsdiver.ch - porcosub@libero.it
MESTRE SCUBA TEAM
Daniele
Mauro
Gualtiero
Roberto
Umberto
Gianfranco
Massimo
Daniele
Giorgio
Tomas
Alessandro
PORCO SUB (proprio così)
Max
Paolo
Stefano
Macho
I ROMANI
Giorgio
Laura
GLI SVIZZERI
Franco
Claudio
GUIDE
Ermanno
Susanna
BARCA
M/y Horizon
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COMMENTI DEGLI OSPITI:  Se vuoi leggere i commenti lasciati sul libro di bordo clicca sull'immagine che si ingrandirà

Sabato Arrivo con gli ospiti in serata all'aeroporto di Marsa Alam dopo aver passato 3 settimane in Italia ad occuparmi di problemi organizzativi. Veloce transfer e comodo imbarco alla nuova marina di Port Ghalib che dista pochi minuti di pulmino. La temperatura è mite, 28 gradi con leggero vento fresco da Nord

Domenica Lasciamo il porto dopo colazione vento leggero mare un poco formato, durante il briefing barca dirigiamo sulla zona di Abudabbab per la prima immersione di ambientamento. Dopo circa 2 ore di navigazione siamo a Abudabbab 4 con i suoi numerosi pinnacoli coloratissimi su un fondo sabbioso non superiore ai 15 metri. E’ l'ideale per una prima immersione di ambientamento adatta a riprendere confidenza con l'attrezzatura per chi è tanto che non si immerge e per tutti utile per trovare la pesata ideale vero segreto di una piacevole e rilassante immersione! Durante il pranzo decidiamo di fare una seconda tranquilla immersione sui miei amati giardini di corallo di Abudabbab 3 senza tralasciare il piccolo relitto e le splendide grottine per poi dedicarci il giorno seguente completamente ad Elphinstone prevedendo di effettuare li almeno 3 immersioni, in questo modo evitiamo il gran numero di barche che si stanno affollano e diamo il tempo al vento di sfogarsi ancora un giorno prevedendo che vada in miglioramento e  poter così effettuare una traversata alle Brothers nel migliore dei modi. Chiudiamo la giornata con una notturna libera, in zona riparata 10 metri di fondo senza corrente con la possibilità di avvistare ballerine spagnole dato che di giorno osserviamo numerose corolle delle sue tipiche uova rosate.

Lunedì Sveglia all’alba per sfruttare le giornate che incominciano ad accorciarsi, siamo ancorati sul plateau Nord di Elphinstone dato che le condizioni di mare sono molto buone, siamo l’unica barca qui ma altre 2 sono ormeggiate a sud, meno male che il grosso delle barche se ne è andato ma fin dall’alba i gommoni scaricano subacquei sotto la nostra barca. Prevedendo corrente scarsa o nulla decidiamo di scendere direttamente dalla barca, ce la prendiamo comoda, attendendo che i subacquei delle altre barche se ne siano andati e che un po’ di luce arrivi a dare colore a queste magnifiche pareti, tanto non prevediamo nessun incontro particolare in queste condizioni! E così è, ci facciamo una piacevolissima immersione tra meravigliosi colori. Dopo la colazione la ripetiamo tanto ci è piaciuta ma questa volta ancora più addossati al reef per godercelo al meglio, poi pranzo e verso le 16 scendiamo sul plateau Sud. La tentazione di andare all’arco è grande ma resistiamo visto che è solo il secondo giorno di immersione, non ancora tutti sono a loro agio in acqua e poi è la terza della giornata, scendere a minimo 53 metri (tanto è la volta alla minima profondità) non è poco e poi lo so già c’è sempre quello che vuole arrivare a fare segnare i 60 sul computer e poi quello che si ubriaca un po’, insomma decidiamo di comune accordo che non ne vale la pena! Finita l’immersione il mare calma decisamente e incominciamo la navigazione verso le Brothers, da qui ci vorranno circa sette ore per cui ceneremo in navigazione e arriveremo in tempo per riposare ancora qualche ora prima della sveglia.

Martedì Solita sveglia all’alba, siamo alla piccola Brother, mare non molto formato ma corrente violentissima da nord ovest, organizziamo i gruppi e io vado per primo con il mio. Essendo la prima in questa zona non conosco ancora esattamente la forza e il punto di impatto che avrà la corrente sul Reef per cui mi tengo dalla parte della ragione facendoci scaricare dai gommoni leggermente distante dalla punta nord della piccola Brothers (voglio evitare che la corrente ci trascini sul cappello del reef dove frange l'onda) Purtroppo alcuni del gruppo faticano a scendere (nel briefing avevo avvisato che la discesa in queste condizioni, non facili, avrebbe dovuto essere veloce e che se c’erano problemi si doveva rimanere in coppia con il compagno risalire e farsi recuperare dal gommone) e infatti qualcuno fa così avendo perso il contato con noi che abbiamo puntato subito la parete raggiunta la quale ci siamo spostati verso il punto un cui la corrente impattava, il classico e famoso terrazzino. Qui uno spettacolo stupendo, la corrente arrivava con forza spaventosa da dietro la parete Ovest, ci siamo ancorati con due dita al reef e la forza dell’acqua faceva vibrare la maschera tendendo a staccarcela se ci mettevamo di profilo, un carosello di Squali Grigi, ne ho contati fino a sette tutti insieme, danzavano attorno, tra planate e picchiate in cerca di catture è stato un vero spettacolo, la nostra quota di 35 metri ci ha permesso solo alcuni minuti di fondo e rimpiangiamo di non aver avere Nitrox  nelle bombole, avremmo potuto godere di quello spettacolo molto più a lungo. Siamo poi rientrati lungo la parete Est in senso orario tenendo il reef a destra pinneggiando leggermente contro la corrente del gorgo creato dal ramo che passava a Nord del Reef. Raggiunta la parete Sud abbiamo atteso che i gommoni ci recuperassero, per la corrente era impossibile fare i trenta metri che ci separavano dalla barca, chi ci ha provato, quelli del gruppo di Susanna che tra l’altro oltre ai grigi hanno visto anche un Martello sia pur lontano, pur aiutato con cime dai marinai è tornato a bordo visibilmente provato. Una volta a bordo abbiamo ritrovato quelli del nostro gruppo che si erano separati da noi con i musi lunghi, in queste circostanze vengono fuori le difficoltà delle Brothers, comunque tutto bene, l’importante è fare in modo di non mettersi in pericolo, non è un problema se si canna l’immersione, se ne potranno fare mille altre, il mio motto è sempre stato: meglio rimpiangere di non aver fatto un’immersione piuttosto che rimpiangere di averla fatta! Seconda immersione della giornata ancora sulla punta nord, questa volta la corrente, sempre molto forte, è leggermente girata a est e colpisce in pieno il piccolo plateau. scendiamo proprio nel punto in cui apre, per arrivarci dobbiamo aiutarci ridossandoci al reef, ma poi entriamo proprio nella calma dell’"occhio del ciclone" una sensazione bellissima, attorno a noi pesci in frenesia ci circondano ovunque, si avvicinano anche alcuni grigi ma non è lo spettacolo di questa mattina. Quando il computer segnala l’ora di risalire ci lanciamo nel ramo di corrente che percorre il lato Ovest, velocissimi, non riusciamo neanche a goderci la magnifica parete, la più bella a mio giudizio dell’intero Mar Rosso Egiziano. Arrivati a sud dell’isoletta la corrente ci lascia e dopo aver visto un po’ in lontananza un bell’esemplare di Squalo Seta (ormai nostro amico abituale) risaliamo in tranquillità alla barca. Pranzo non proprio leggero, la gola è gola, e poi verso le quattro del pomeriggio ultima immersione della giornata (alle brothers le notturne sono vietate) Questa volta dai gommoni ci facciamo portare sulla parete SudEst contando sulla corrente che girando ancora verso est ci prende e ci porta verso la foresta di gorgonie. Appena scesi incontriamo una tartaruga tutta indaffarata a rosicchiare un po’ di madrepora cercando chi sa cosa. Poi entriamo a favore  in una corrente che raramente ho trovato così forte, anche con rami discendenti, in alcuni punti le nostre bolle scendevano verso il basso! Finalmente appena girato l’angolo della punta sud la corrente ci lascia e ci dedichiamo ad un grosso napoleone. Ancora il Seta ci fa compagnia sotto la barca, siamo venuti apposta per incontrarlo a fare la sosta di sicurezza qui.  Chiudiamo la giornata con la cena a base di pesce (rigorosamente comprato al mercato e non pescato, qui siamo in un parco)

Mercoledì La giornata inizia presto come al solito, ma già ieri notte ci siamo spostati alla grande Brothers, distante circa 1 miglio, dove c'è il faro  visitabile semprechè non ci siano alti ufficiali in giro (sarebbe infatti vietato scendere) mentre il normale personale di guardia ci ospita molto volentieri e poi sperano anche di venderci qualche maglietta celebrativa che fanno realizzare apposta. Aspettandoci la solita forte corrente da nordovest decidiamo di farci portare dai gommoni poco oltre la verticale dell’Aida. La discesa avviene senza nessun problema e abbiamo il tempo di ritrovarci tutti sul reef fuori dalla risacca prima di essere portati dalla corrente sul relitto, scendiamo alla sua quota minima di circa 28 metri e ci ridossiamo alle sue lamiere per goderci la vista di insieme impreziosita dalla moltitudine di alcionari che qui prosperano grazie alla corrente. Subito un enorme napoleone ci viene incontro, poi ci gustiamo le numerose incredibili gorgonie che tempestano tutta la parete soprastante. Terminato il tempo a disposizione ci stacchiamo e la corrente ci porta, (questa volta in modo dolce dal momento che l’isola più grande frena meglio l’impatto della corrente) per tutta la parete ovest fino al plateau sud, lungo il percorso, fatto senza dover dare un colpo di pinna, troviamo bellissime gorgonie alcionari e un bel banchetto di tonni. Arriviamo alla barca senza fatica e dopo la sosta di sicurezza risaliamo. Dopo il riposino postpanzo decidiamo di immergerci sul Numidia contando su una corrente sempre forte che però arriva da est e così è, ci buttiamo a monte del relitto e in un attimo ci siamo, anzi dobbiamo subito ridossarci alle sue enormi strutture per poter rimanere li e non essere strappati via dalla corrente. Bello affacciarsi dalla murata con la maschera che vibra per la corrente, un grigio in lontananza insegue un banchetto di grossi e argentei carangidi. Finito il tempo a disposizione risaliamo non senza aver dato un’occhiata alla sala macchine dove alloggia una bella  "Alternativa a Vapore a Triplice Espansione" quella che chiamiamo comunemente macchina a vapore. Ci lasciamo correre lungo il reef fino alla svolta sulla parete Ovest dove la corrente ci molla, nuotiamo fino alla macchina a vapore dell’Aida sbattuta dallo schianto sulla sommità del reef e ci facciamo recuperare dai gommoni. Decidiamo di fare rotta immediatamente su Safaga, approfittando del mare buono che dovrebbe garantirci una confortevole navigazione.

Giovedì Oggi il vento è davvero fortissimo e si era già alzato durante l’ultima parte di navigazione. Meno male che siamo già ridossati nella zona di Safaga, ci immergiamo molto presto su Panorama reef, seguiamo il plateau sud e incontriamo una tartaruga che va a spasso e poi una pericolosissima conchiglia conus texile davvero enorme che forse è ancora fuori dopo la caccia della notte. La parete sotto alla barca piena di Attinie con molti pagliacci ci ha piacevolmente impressionato e appagato gli amanti del genere, le brothers non erano certo il loro ambiente ideale. Seconda immersione tra il piacevole giardino di coralli di middle reef tra murene giganti e coni di corallo duro. La terza poi invece tra i torrioni di Tobia, grossi napoleoni e tanti Pterois ci preannunciano una piacevole notturna.

Venerdi Nella tarda serata di ieri ci siamo spostati fino alla zona di Hurghada e abbiamo passato la notte ancorati al bellissimo reef di Gota Abu Ramada, detto anche l’Acquario per la bellezza delle sue formazioni di corallo duro tra le quali si riparano grandi banchi di tutte la specie di pesci abitanti la barriera, persino sciami di piccoli barracuda amano passare il loro tempo qui. Le formazioni poi sono coloratissime e intatte grazie al fatto che la famigerata corona di spine, che ha distrutto ad esempio la bellissima Carless Reef, qui non si è sviluppata, contrastata dai numerosi balestra che vivono cibandosi dei ricci che trovano riparo tra queste madrepore dure, vivissime grazie alla moltissima luce data dall’acqua limpida e bassa su fondo sabbioso riflettente che offre quindi il massimo irraggiamento solare. E’ la classica immersione da affrontare con tranquillità estrema gustandosi queste meraviglie appieno e lo facciamo prestissimo prima che arrivino le barche dei diving e persino degli snorkelisti che sono a tiro delle loro piccole barche data la poca distanza che ci separa ormai dagli Hotel. Concludiamo la settimana di crociera con quella che a mio avviso è la più bella immersione di Hurghada, Gorgonia Reef che è la parete est della isola piccola Giftun, grazie alla sua esposizione alla corrente offre le condizioni ideali per la crescita di numerose bellissime gorgonie, c’è poi un punto che amo particolarmente, una spaccatura che attraversa il reef, un po’ profonda per la verità ma moltissime formazioni di gorgonie e corallo nero la rendono davvero uno spettacolo unico! Al termine purtroppo bisogna rientrare, cerchiamo di non farlo troppo presto ma la burocrazia, le esigenze della barca e del suo equipaggio impongono il rientro alla marina entro un certo orario.

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