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30 DICEMBRE 2006 Itinerario Saint John - Diario di bordo di Ermanno Grassi

Itinerario

Saint Johns + Elphinstone

Data

30 Dicembre - 06 Gennaio  

Barca

M/y Horizon

Porto di Partenza

Marsa Alam

Porto di Arrivo

Marsa Alam

Partecipanti

20 Sub

Temperatura Acqua

24

Temperatura Aria

12 - 25

Vento

Molto forte nei primi giorni tranquillo a metà e forte ultimo giorno

Condizioni Mare

Da molto mosso a calmo

Visibilità Acqua

Buona a volte poco meno
IN BREVE:  la classica crociera di capodanno che chiude la stagione prima di mandare la barca in cantiere per le manutenzioni annuali questa volta non ha offerto il meglio di se. Il vento è stato particolarmente forte nei primi giorni e venendo da Nord portava aria fredda e mare mosso. Questo ha condizionato abbastanza la crociera costringendoci a cambiare un po' i siti di immersione programmati per altri più riparati. Il vento molto forte è anche stato anche causa di un incedente a un membro dell'equipaggio indaffarato a maneggiare le cime di ormeggio che ci ha costretto a uno sbarco di emergenza per consentire il suo immediato ricovero in ospedale. Ci siamo comunque goduti con particolare piacere i pochi giorni di calma caratterizzati da un sole caldo mentre negli altri più ventosi siamo stati al riparo dei grandi spazi interni dell'Horizon. Nota positiva per l'acqua a temperatura costante di 24 gradi questo grazie alle quasi costanti leggere correnti da Sud che portavano appunto acqua calda anche se a volte leggermente torbida a causa della abbondante sospensione che caratterizzano sempre queste correnti che tendono a ridisperdere in acqua tutto quanto accumulato dalle dominanti correnti da Nord.
Gruppo sub Bologna
BARCA
M/y Horizon
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GUIDE
Ermanno
Luca

Sabato: Arriviamo tutti all'aeroporto di Marsa Alam entro il primo pomeriggio, da li il bus ci porta fino al porto di Marsa Alam distante una settantina di chilometri a Sud.

Domenica: Ci danno l'autorizzazione a partire abbastanza presto e mentre facciamo colazione incominciamo la navigazione verso Sud che ci porta al reef di El ghadir per una prima immersione di ambientamento. Durante la navigazione svolgiamo i briefing relativi alla barca e espletiamo le formalità burocretiche complilando il registro dei parteciapanti alle immersioni registrando i loro brevetti e la relativa esperienza subacquea. Arrivati sul sito di immersione ci raduniamo per il briefing sulle immersioni in generale e quello specifico della immersione, come al solito raccomando di sfruttare questa prima facilissima immersione per trovare la pesata ideale che consenta di godersi appieno le immersioni senza doversi portare dietro inutili chili di sovrappeso. scendiamo su un reef affiorante che ci offre riparo dalle onde su un fondo sabbioso di 15 metri e notiamo subito la leggera corrente da Sud che porta acqua calda leggermente torbida per la sospensione che caratterizzerà tutta la settimana. Dopo pranzo ci muoviamo ancora più a Sud verso la bella parete di Gota Sharm dove avvistiamo i primi Squali grigi che si aggirano solitari. Dopo l'immersione riprendiamo subito la navigazione che ci porterà a svegliarci la mattina dopo nell'area di Saint John. Durante la navigazione arriva la mezzanotte e i relativi festeggiamenti per l'anno nuovo, abbiamo festeggiato il fuso orario reale della zona in cui eravamo anticipandolo di un'ora rispetto al fuso orario dell'Egitto in quanto eravamo su un meridiano più a Est ma poi visto che i festeggiamenti (con i relativi spettacolini organizzati con molto spirito goliardico dagli ospiti) continuavano per la mezzanotte ufficiale ci siamo ancorati all'isola di Sirnaka per dar modo all'equipaggio di unirsi ai festeggiamenti e per goderci lo scenario irreale dell'isola che alla luce dei riflettori è risultato davvero suggestivo dando ad alcuni persino l'impressione di essere al cospetto di un Icebird tanto era chiara la sabbia nel contrasto della notte forse un po' suggestionati dalle voci che ripotavano di un piccolo Tsunami dalle parti del golfo di Aden che infatti aveva risucchiato molta acqua lasciando i reef scoperti durante la bassa marea (cosa che succede solitamente solo in estate quando c'è molta evaporazione). Messo a tacere l'impianto stereo e gli ultimi festaioli abbiamo ripreso poi la navigazione.

Lunedì: Ci svegliamo con un fortissimo vento ancorati al reef di Small Gota, il meglio possibile in quelle condizioni essendo un reef affiorante sufficientemente esteso da dare un minimo riparo alla nostra barca ma comunque aperto e battuto dalle correnti che lo rendono così davvero spettacolare per i colori dati dai coralli e dal pesce che vi vivono. Facciamo l'immersione alle 7 appena sorto il sole, continua la leggera corrente da Sud/Est e l'acqua non è limpidissima, scendiamo dalla barca e raggiungiamo la foresta di gorgonie dell'estremità Nord, qualche Squaletto passa sotto di noi, poi rientriamo alti godendoci lo straordinario spettacolo di colore dei primi metri, tra alcionari corallo nero e gorgonie rosse. Al rientro in barca la brutta sorpresa: Nel controllare le cime che stridono e cedono sottoposte alla tensione del forte vento Ahmed, il nostro comandante, viene investito da una bitta strappata dalla tremenda trazione che esercitano le cime. Riporta ferite al braccio e alla gamba sinistri ma la situazione è grave perchè la gamba è stata rotta in più punti con asportazione dei tessuti. Perde molto sangue e l'unico modo di salvarlo è rientrare immediatamente a terra per trasportarlo il più urgentemente possibile in ospedale. Lo medichiamo come possiamo e per fortuna abbiamo la possibilità di fargli un iniezione antidolorifica mentre nel frattempo iniziamo una navigazione a tutta forza in un mare davvero agitato che in 4 ore ci porterà al capo di Ras Banas, una zona militare dove sta convergendo nel frattempo una ambulanza per il soccorso. Per fortuna tutto procede come pianificato e l'appuntamento con l'autolettiga in arrivo è puntuale! Ahmed nonostante le ferite non si è mai lamentato e non ha mai perso conoscenza impartendo anzi gli ultimi ordini all'equipaggio anche se verso la fine stremato dal dolore e dall'emorragia ha avuto bisogno di ossigeno. Finalmente sollevati dal fatto di vederlo amorevolmente preso in consegna dall'ambulanza (anche se il viaggio fino a Hurghada dove è stato deciso di ricoverarlo per le migliori possibilità sanitarie sarà molto lungo) per scaricare la tensione facciamo una immersione lungo il capo di Ras Banas, un'area militare in cui non si immerge nessuno. Faremo qui anche la notturna in attesa del Comandante in sostituzione che si imbarca prima di sera. Per fortuna le autorità sono molto comprensive e ci autorizzano a riprendere la navigazione il giorno dopo senza trattenerci per avere violato un area militare.

Martedì: Il mare continua a essere forte e decidiamo di non tornare nell'area di Saint John  per non dovere affrontare ancora molte ore di navigazione disagevole ma di goderci invece per la prima immersione la tranquillità delle acque protette dell'isola di Sirnaka che possiamo raggiungere in 30 minuti di navigazione abbastanza ridossata. L'immersione è piacevole e anzi molto gradita potendo aggiraci con tranquillità tra le basse acque ricche di anfratti colorati del reef. Dopo pranzo facciamo il trasferimento a Dolphin Reef con una navigazione davvero dura dettata dal mare molto forte che la nostra rotta ci porta necessariamente prendere al traverso causandoci rollate che scagliano tutto per aria facendoci provare forte disagio, dopo 3 ore di questo disagio arriviamo finalmente alle acque protette della laguna, ci ormeggiamo all'estremità Est ancora protetti ma sulla caduta che guarda verso Sud dove spesso abbiamo osservato passaggi di grossi pelagici. la corrente che arriva da sud pur gradita portando acqua calda porta anche tanta sospensione che si accumula addensandosi nella laguna aperta appunto verso Sud e l'acqua è davvero molto torbida, impedendoci di gustare appieno delle meraviglie di questo reef, in particolare la zona dei "giardini" sempre straricca di ogni varietà di pesce corallino (da sempre questo punto offre  uno spettacolo davvero particolare) ma che si gusta meno del solito a causa della poca visibilità! Rientrati alla barca ci portiamo all'interno della laguna per essere ancora più protetti durante la notte e poter fare immersioni pomeridiane e notturne davvero tranquille.

Mercoledì: Finalmente una giornata con calma di vento, il mare si è appiattito (troppo stretto questo mare per conservare il moto ondoso, al cessare del vento si spiana subito) ci svegliamo già ancorati al reef di Manksur dove il comandante ci ha portato ancora nella notte per trovare l'ancoraggio migliore. Scendiamo sul plateau Sud quello più colorato e esposto alla luce, bellissimo con i suoi torrioni madreporici interamente ricoperti di alcionari colorati. Dopo colazione ci spostiamo a Shab Claudio, dove tutti noi ci divertiamo moltissimo a percorrere le cavità caratteristiche di questo sito di immersione, ma anche bellissime le madrepore all'esterno. La mancanza di vento freddo ci da finalmente l'opportunità di abbronzarci al sole con una temperatura davvero piacevole (quella tipica di questa stagione in assenza di vento). Dopo pranzo ci spostiamo ad Abu Galawa per una piacevole terza immersione sui giardini di corallo all'esterno della formazione e il relitto del rimorchiatore all'interno. La laguna ci protegge per la notte e ci permette una tranquilla notturna.

Giovedì: Ancora una giornata senza vento e con sole caldo. Il mattino ci portiamo a Shab Hammam nella zona di Wadi Lami, per una immersione caratterizzata da madrepore colorate in bassa profondità che piace molto, poi affrontiamo la lunga navigazione (3 ore) che ci porta all'isola di Wadi Gimal nei pressi della quale scendiamo per la seconda immersione della giornata che a causa di una imprevista corrente piuttosto sostenuta rende tutto lo scenario magnifico, la bassa profondità con la sabbia chiara che riflette la luce e tantissimo pesce corallino ci estasiano di colore, per molti sarà la più bella immersione della settimana. Ci spostiamo poi sul reef di fronte all'isoletta di sabbia che si è formata per l'accumulo della sabbia portata dal vento per l'ancoraggio notturno e ne approfittiamo per una discesa sul piccolo relitto che li vi giace. Oggi non abbiamo effettuato la prevista navigazione verso Nord per andare a immergerci ad Elphinstone sia perchè nessuno di noi, provato dagli avvenimenti dei giorni scorsi, ha tanto desiderio di navigare sia perchè per l'indomani è previsto un nuovo rinforzo di vento che rende proibitiva l'immersione, senza contare che tra i capitani di tutte le barche da crociera si diffonde la notizia che l'Hepca (l'ente preposto alla prevenzione degli ambienti corallini) avrebbe chiuso il sito di immersione. L'informazione si rivelerà infondata, mistero assoluto sul perchè si sia diffusa, noi comunque ad Elphinstone non ci saremmo andati in ogni caso.

Venerdi: Facciamo quindi la prima immersione della mattina al reef protetto di Small Gota dove data l'ora speriamo di fare qualche incontro particolare. Prendiamo il gommone e ci lanciamo sul blu della parete, vediamo uno squalo Grigio ma ancora più in basso di noi, ad altri sembrano apparire le sagome dei martello ma decisamente lontani. Per la seconda ci portiamo a Gota Marsa Alam vicini al porto di rientro prima che il mare si alzi troppo, l'immersione lungo le formazioni circolari in poca profondità è piacevole e un relitto di una barca da crociera completa lo scenario. Rientriamo quindi a Marsa Alam anche se preferiamo ormeggiare fuori dalla formazione corallina che fa da porto naturale in modo da essere comunque tra i reef anche per l'ultima notte a bordo in attesa dell'aereo del giorno dopo. Le notizie di Ahmed sono buone anche se ha avuto bisogno di molte operazioni e ci vorrà del tempo per ritornare in forma, gli facciamo tutti i nostri più sinceri auguri! Certo quanto accaduto ci ha colpito e come sempre avviene in questi casi anche un po' impaurito ma bisogna considerare come questi siano avvenimenti davvero eccezionali e proprio per questo scioccanti, rimane sicuramente più sicuro andare in barca in luoghi isolati che in automobile nel traffico anche se alcune regole che diamo come quella di non aggirarsi nelle zone di manovra della barca andrebbero davvero rispettate per la sicurezza di tutti!

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