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Sabato:
Arriviamo tutti all'aeroporto di Marsa Alam entro il primo pomeriggio,
da li il bus ci porta fino al porto di Marsa Alam distante una
settantina di chilometri a Sud.
Domenica:
Ci danno l'autorizzazione a partire abbastanza presto e mentre facciamo
colazione incominciamo la navigazione verso Sud che ci porta al reef di
El ghadir per una prima immersione di ambientamento. Durante la
navigazione svolgiamo i briefing relativi alla barca e espletiamo le
formalità burocretiche complilando il registro dei parteciapanti alle
immersioni registrando i loro brevetti e la relativa esperienza
subacquea. Arrivati sul sito di immersione ci raduniamo per il briefing
sulle immersioni in generale e quello specifico della immersione, come
al solito raccomando di sfruttare questa prima facilissima immersione
per trovare la pesata ideale che consenta di godersi appieno le
immersioni senza doversi portare dietro inutili chili di sovrappeso.
scendiamo su un reef affiorante che ci offre riparo dalle onde su un
fondo sabbioso di 15 metri e notiamo subito la leggera corrente da Sud
che porta acqua calda leggermente torbida per la sospensione che
caratterizzerà tutta la settimana. Dopo pranzo ci muoviamo ancora più a
Sud verso la bella parete di Gota Sharm dove avvistiamo i primi Squali
grigi che si aggirano solitari. Dopo l'immersione riprendiamo subito la
navigazione che ci porterà a svegliarci la mattina dopo nell'area di
Saint John. Durante la navigazione arriva la mezzanotte e i relativi
festeggiamenti per l'anno nuovo, abbiamo festeggiato il fuso orario
reale della zona in cui eravamo anticipandolo di un'ora rispetto al fuso
orario dell'Egitto in quanto eravamo su un meridiano più a Est ma poi
visto che i festeggiamenti (con i relativi spettacolini organizzati con
molto spirito goliardico dagli ospiti) continuavano per la mezzanotte
ufficiale ci siamo ancorati all'isola di Sirnaka per dar modo
all'equipaggio di unirsi ai festeggiamenti e per goderci lo scenario
irreale dell'isola che alla luce dei riflettori è risultato davvero
suggestivo dando ad alcuni persino l'impressione di essere al cospetto
di un Icebird tanto era chiara la sabbia nel contrasto della notte forse
un po' suggestionati dalle voci che ripotavano di un piccolo Tsunami
dalle parti del golfo di Aden che infatti aveva risucchiato molta acqua
lasciando i reef scoperti durante la bassa marea (cosa che succede
solitamente solo in estate quando c'è molta evaporazione). Messo a
tacere l'impianto stereo e gli ultimi festaioli abbiamo ripreso poi la
navigazione.
Lunedì:
Ci svegliamo con un fortissimo vento ancorati al reef di Small Gota, il
meglio possibile in quelle condizioni essendo un reef affiorante
sufficientemente esteso da dare un minimo riparo alla nostra barca ma
comunque aperto e battuto dalle correnti che lo rendono così davvero
spettacolare per i colori dati dai coralli e dal pesce che vi vivono.
Facciamo l'immersione alle 7 appena sorto il sole, continua la leggera
corrente da Sud/Est e l'acqua non è limpidissima, scendiamo dalla barca
e raggiungiamo la foresta di gorgonie dell'estremità Nord, qualche
Squaletto passa sotto di noi, poi rientriamo alti godendoci lo
straordinario spettacolo di colore dei primi metri, tra alcionari
corallo nero e gorgonie rosse. Al rientro in barca la brutta sorpresa:
Nel controllare le cime che stridono e cedono sottoposte alla tensione
del forte vento Ahmed, il nostro comandante, viene investito da una
bitta strappata dalla tremenda trazione che esercitano le cime. Riporta
ferite al braccio e alla gamba sinistri ma la situazione è grave perchè
la gamba è stata rotta in più punti con asportazione dei tessuti. Perde
molto sangue e l'unico modo di salvarlo è rientrare immediatamente a
terra per trasportarlo il più urgentemente possibile in ospedale. Lo
medichiamo come possiamo e per fortuna abbiamo la possibilità di fargli
un iniezione antidolorifica mentre nel frattempo iniziamo una
navigazione a tutta forza in un mare davvero agitato che in 4 ore ci
porterà al capo di Ras Banas, una zona militare dove sta convergendo nel
frattempo una ambulanza per il soccorso. Per fortuna tutto procede come
pianificato e l'appuntamento con l'autolettiga in arrivo è puntuale!
Ahmed nonostante le ferite non si è mai lamentato e non ha mai perso
conoscenza impartendo anzi gli ultimi ordini all'equipaggio anche se
verso la fine stremato dal dolore e dall'emorragia ha avuto bisogno di
ossigeno. Finalmente sollevati dal fatto di vederlo amorevolmente preso
in consegna dall'ambulanza (anche se il viaggio fino a Hurghada dove è
stato deciso di ricoverarlo per le migliori possibilità sanitarie sarà
molto lungo) per scaricare la tensione facciamo una immersione lungo il
capo di Ras Banas, un'area militare in cui non si immerge nessuno.
Faremo qui anche la notturna in attesa del Comandante in sostituzione
che si imbarca prima di sera. Per fortuna le autorità sono molto
comprensive e ci autorizzano a riprendere la navigazione il giorno dopo
senza trattenerci per avere violato un area militare.
Martedì:
Il mare continua a essere forte e decidiamo di non tornare nell'area di
Saint John per non dovere affrontare ancora molte ore di
navigazione disagevole ma di goderci invece per la prima immersione la
tranquillità delle acque protette dell'isola di Sirnaka che possiamo
raggiungere in 30 minuti di navigazione abbastanza ridossata.
L'immersione è piacevole e anzi molto gradita potendo aggiraci con
tranquillità tra le basse acque ricche di anfratti colorati del reef.
Dopo pranzo facciamo il trasferimento a Dolphin Reef con una navigazione
davvero dura dettata dal mare molto forte che la nostra rotta ci porta
necessariamente prendere al traverso causandoci rollate che scagliano
tutto per aria facendoci provare forte disagio, dopo 3 ore di questo
disagio arriviamo finalmente alle acque protette della laguna, ci
ormeggiamo all'estremità Est ancora protetti ma sulla caduta che guarda
verso Sud dove spesso abbiamo osservato passaggi di grossi pelagici. la
corrente che arriva da sud pur gradita portando acqua calda porta anche
tanta sospensione che si accumula addensandosi nella laguna aperta
appunto verso Sud e l'acqua è davvero molto torbida, impedendoci di
gustare appieno delle meraviglie di questo reef, in particolare la zona
dei "giardini" sempre straricca di ogni varietà di pesce corallino (da
sempre questo punto offre uno spettacolo davvero particolare) ma
che si gusta meno del solito a causa della poca visibilità! Rientrati
alla barca ci portiamo all'interno della laguna per essere ancora più
protetti durante la notte e poter fare immersioni pomeridiane e notturne
davvero tranquille.
Mercoledì:
Finalmente una giornata con calma di vento, il mare si è appiattito
(troppo stretto questo mare per conservare il moto ondoso, al cessare
del vento si spiana subito) ci svegliamo già ancorati al reef di Manksur
dove il comandante ci ha portato ancora nella notte per trovare
l'ancoraggio migliore. Scendiamo sul plateau Sud quello più colorato e
esposto alla luce, bellissimo con i suoi torrioni madreporici
interamente ricoperti di alcionari colorati. Dopo colazione ci spostiamo
a Shab Claudio, dove tutti noi ci divertiamo moltissimo a percorrere le
cavità caratteristiche di questo sito di immersione, ma anche bellissime
le madrepore all'esterno. La mancanza di vento freddo ci da finalmente
l'opportunità di abbronzarci al sole con una temperatura davvero
piacevole (quella tipica di questa stagione in assenza di vento). Dopo
pranzo ci spostiamo ad Abu Galawa per una piacevole terza immersione sui
giardini di corallo all'esterno della formazione e il relitto del
rimorchiatore all'interno. La laguna ci protegge per la notte e ci
permette una tranquilla notturna.
Giovedì:
Ancora una giornata senza vento e con sole caldo. Il mattino ci portiamo
a Shab Hammam nella zona di Wadi Lami, per una immersione caratterizzata
da madrepore colorate in bassa profondità che piace molto, poi
affrontiamo la lunga navigazione (3 ore) che ci porta all'isola di Wadi
Gimal nei pressi della quale scendiamo per la seconda immersione della
giornata che a causa di una imprevista corrente piuttosto sostenuta
rende tutto lo scenario magnifico, la bassa profondità con la sabbia
chiara che riflette la luce e tantissimo pesce corallino ci estasiano di
colore, per molti sarà la più bella immersione della settimana. Ci
spostiamo poi sul reef di fronte all'isoletta di sabbia che si è formata
per l'accumulo della sabbia portata dal vento per l'ancoraggio notturno
e ne approfittiamo per una discesa sul piccolo relitto che li vi giace.
Oggi non abbiamo effettuato la prevista navigazione verso Nord per
andare a immergerci ad Elphinstone sia perchè nessuno di noi, provato
dagli avvenimenti dei giorni scorsi, ha tanto desiderio di navigare sia
perchè per l'indomani è previsto un nuovo rinforzo di vento che rende
proibitiva l'immersione, senza contare che tra i capitani di tutte le
barche da crociera si diffonde la notizia che l'Hepca (l'ente preposto
alla prevenzione degli ambienti corallini) avrebbe chiuso il sito di
immersione. L'informazione si rivelerà infondata, mistero assoluto sul
perchè si sia diffusa, noi comunque ad Elphinstone non ci saremmo andati
in ogni caso.
Venerdi:
Facciamo quindi la prima immersione della mattina al reef protetto di
Small Gota dove data l'ora speriamo di fare qualche incontro
particolare. Prendiamo il gommone e ci lanciamo sul blu della parete,
vediamo uno squalo Grigio ma ancora più in basso di noi, ad altri
sembrano apparire le sagome dei martello ma decisamente lontani. Per la
seconda ci portiamo a Gota Marsa Alam vicini al porto di rientro prima
che il mare si alzi troppo, l'immersione lungo le formazioni circolari
in poca profondità è piacevole e un relitto di una barca da crociera
completa lo scenario. Rientriamo quindi a Marsa Alam anche se preferiamo
ormeggiare fuori dalla formazione corallina che fa da porto naturale in
modo da essere comunque tra i reef anche per l'ultima notte a bordo in
attesa dell'aereo del giorno dopo. Le notizie di Ahmed sono buone anche
se ha avuto bisogno di molte operazioni e ci vorrà del tempo per
ritornare in forma, gli facciamo tutti i nostri più sinceri auguri!
Certo quanto accaduto ci ha colpito e come sempre avviene in questi casi
anche un po' impaurito ma bisogna considerare come questi siano
avvenimenti davvero eccezionali e proprio per questo scioccanti, rimane
sicuramente più sicuro andare in barca in luoghi isolati che in
automobile nel traffico anche se alcune regole che diamo come quella di
non aggirarsi nelle zone di manovra della barca andrebbero davvero
rispettate per la sicurezza di tutti! |
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