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11 NOVEMBRE 2006 Itinerario Saint John / Elphinstone - Diario di bordo di Ermanno Grassi

Itinerario

Saint Johns + Elphinstone

Data

11 Novembre - 18 Novembre  

Barca

M/y Horizon

Porto di Partenza

Port Ghalib

Porto di Arrivo

Port Ghalib

Partecipanti

19 Sub + 1 non Sub

Temperatura Acqua

27/28

Temperatura Aria

20 - 35

Vento

Abbastanza tranquillo con ultimi 2 giorni più forte

Condizioni Mare

Quasi sempre buone, ultimi due giorni più mosso

Visibilità Acqua

Buona
IN BREVE:  Questa settimana siamo tornati al calduccio (per quanto riguarda l'acqua) dei reef di Saint John, i primi giorni sono stati molto calmi poi il mare si è agitato un po' negli ultimi due facendoci ballare un po' sulla via del ritorno! Ha partecipato un gruppo precostituito di SCUBA LIBRE formato da subacquei eterogenei, alcuni davvero esperti e altri meno. Da segnalare la presenza di numerose ragazze tutte davvero molto carine! (non ne pubblichiamo le foto in costume da bagno se no verrebbe fuori un calendario sexy). Corrente davvero poca e acqua ancora calda non ci hanno permesso grossi avvistamenti, ma gli squali grigi sono stati presenti in quasi tutte le immersioni, l'acqua che incomincia a raffreddarsi ida già i primi frutti. Comunque colore e splendide madrepore non sono certo mancate!
LE BELLISSIME RAGAZZE
Con un rappresentante dell'equipaggio.
BARCA
M/y Horizon
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GUIDE
Ermanno
Susanna

Sabato: Gli Ospiti fanno parte tutti di un unico gruppo di SCUBA LIBRE, un club di Lucca ma talmente simpatici che hanno amici e partecipanti anche tra i milanesi! Infatti arrivano tutti con un aereo da Bologna tranne  una bellissima coppia che arriva da Milano, nella serata sono già tutti a bordo dopo un comodo trasferimento di pochi minuti.

Domenica: Riusciamo a partire davvero molto presto, quando le altre barche sono ancora tutte impegnate con le formalità burocratiche in Marina, per lungo tempo dopo che siamo partiti non registriamo tracce Radar che ne segnali la loro uscita dal porto. Ne approfittiamo per guadagnare molta “acqua” verso il Sud, ci fermiamo solo verso le 11 dopo aver effettuato tutte le pratiche burocratiche e tenuto i vari briefing della barca e delle immersioni durante la navigazione. Prima immersione come norma molto tranquilla di ambientamento durante il quale verificare la corretta pesata (importantissima per il comfort in immersione) e prendere confidenza con pezzi nuovi di attrezzatura o togliersi la ruggine del tempo passato fuori dall’acqua! C’è anche chi prova a sparare i “cazzilli” (altrimenti detti pedagni personali o boette segna sub, tutte definizioni però che non possono competere in chiarezza con “cazzillo”). Dopo pranzo una immersione un po’ più impegnativa lungo il plateau e la parete di Gota Sharm, data l’ora tarda tantissimo pesce in agitazione ci fa sperare in qualche avvistamento eccezionale (settimana scorsa abbiamo visto i Martelli) ma non è cosi e rientriamo alla barca accontentandoci delle meraviglie viste. Si parte subito per mettersi in navigazione verso Saint John dove ci sveglieremo la mattina seguente dopo un intera notte di navigazione!

Lunedì: Svegliati prima dell’alba ci prepariamo per la prima immersione a Small Gota, che ha forse la più bella e colorata parete di Saint John. Con i gommoni ci portiamo sulla parte a Nord dove le gorgonie prosperano grazie alle giuste condizioni di luce (poca a Nord e poi in più stanno anche in basso intorno ai 35 metri) e corrente (prevalente da Nord infatti) La leggera corrente arriva da Est e ci lasciamo cadere come le foglie d’Autunno dai gommoni fino alla foresta formata dai bellissimi ventagli, già solo questa emozione vale l’immersione, quando la corrente è cosi leggera forse non vedremo tantissimo pesce ma la calma che ci possiamo permettere da una sensazione di pace e serenità che è impagabile, è davvero come calarsi in un altro mondo, in un altra dimensione! Passano comunque un paio di Squali grigi a completare il tutto e poi il ritorno lentissimo verso la barca (dobbiamo percorrere solo un centinaio di metri) avviene sulla parete ricca di anfratti completamente colonizzati da gorgonie rosse, alcionari multicolori e corallo nero. Dopo colazione ci immergiamo ancora partendo dalla foresta di gorgonie per poi rientrare questa volta sull’altro lato del reef se possibile ancora più ricco, vediamo ancora qualche Grigio che si aggira sul fondo. Ci spostiamo poi subito per andare, accompagnati, come spesso avviene qui, da grossi Delfini Tursiopi, a Langelus per una terza immersione tranquilla e colorata, dopo aver pranzato, caratterizzata da alcune grottine passanti davvero spettacolari, siamo venuti presto per poter prendere una buona posizione per la barca prima che ne arrivino altre di modo di poter trascorrere qui anche la notte ben protetti dal reef e cosi anche la notturna ci vede esplorare questa particolare formazione regalandoci l’incontro sempre bellissimo con alcune ballerine spagnole. 

Martedì: Abbiamo acceso i motori ancora prima dell’alba per spostarci, visto che il mare calmo ce lo permette, ad Small Habili, un piccolo torrione madreporico che viene su dal blu senza raggiungere nemmeno la superficie, il cappello infatti si trova a 5 metri, la sua particolare disposizione lo rende raramente esplorabile e davvero ricchissimo di vita per tutta la sua circonferenza, di poco più di un centinaio di metri, con un piccolo terrazzamento a Nord sul quale passano ancora alcuni Grigi abbastanza a loro agio nonostante la nostra presenza. La corrente non molto forte che viene da Est ci fa incontrare grossi banchi di pesce, Imperatori, Carangidi, Chirurghi e Azzannatori che stazionano presso il punto di impatto in attesa di ricevere comodo alimento Planctonico. Dopo colazione ci spostiamo a Big Gota per immergerci sul suo colorato plateau Sud e poi dopo pranzo andiamo a Umm el Arouk, una particolare formazione caratterizzata da tantissimi pinnacoli coloratissimi (da qui il nome in arabo) che si ergono da un fondale di 25 metri, qui incontriamo ancora un Grigio che si aggira tra le alte torri madreporiche (alcune arrivano addirittura alla superficie) e poi in una grottina troviamo anche un piccolo Pinna Bianca che riposa appoggiato sul fondo sabbioso. Vorremmo restare ancorati qui per la notte ma l’arrivo di numerose barche che ci chiudono rendono pericoloso l’ormeggio in caso il vento giri e decidiamo di spostarci nuovamente a Small Gota per fare qui una davvero particolarissima notturna anche se questo poi ci costringe a lasciare un attento uomo di guardia per tutta la notte per prevenire cambi di vento o di corrente che potrebbero, se non ce ne accorgessimo in tempo, mandarci sul reef, per fortuna questo non avviene e la notte trascorre tranquilla. 

Mercoledì: La prima immersione di oggi la facciamo sul mitico Habili Ali formazione allungata per un centocinquanta metri che viene su dal blu non arrivando alla superficie (in arabo Habili significa questo, anche qui il cappello è a -5 metri) Prevedendo ancora corrente da Est ci portiamo con i gommoni proprio sul lato Nord Est scendendo sulla foresta di gorgonie sottostante che è anche il punto di impatto della corrente, leggera, sul reef! Troviamo subito un bel numero di Grigi che incrociano sul fondo e poi un esemplare notevolmente più grosso che ci punta dall’alto e poi inizia una serie di passaggi in tondo alla nostra altezza probabilmente incuriosito dalle nostre bolle. Il rientro lungo la parete è davvero molto ricco di colore, il mare intanto si è fatto più forte e la risalita alla barca è complicata dal fatto che l’ormeggio non è più sicuro e serve manovrare, ma con i gommoni d’ appoggio risolviamo la situazione. Ci spostiamo quindi verso Nord per immergerci a Paradise, dobbiamo fare colazione con la barca in movimento e non tutti riescono a sedersi a tavola in queste condizioni. L’immersione è tranquilla lungo i grandi giardini di corallo tipici di questa formazione che oltre a torri, grottine e passaggi offre colori davvero splendidi (che però vanno goduti a pochi metri dalla superficie). Dopo l’immersione ci portiamo all’isola di Sirnaka, davvero suggestiva, dove quasi tutti scendono a terra per sgranchire le gambe, anche se l’approdo non è semplicissimo, bisogna percorrere una decina di metri sulla sommità del tavolato madreporico per raggiungere la terra emersa, ma ne vale davvero la pena per il paesaggio che regala. La facile e piacevole notturna lungo la parete meridionale conclude la giornata qui.    

Giovedì: Siamo partiti alle due di notte per raggiungere Shab Manksur, il vento ha rinforzato e le onde incominciano ad ingrossare, infatti nessuna altra barca ci raggiunge, sono tutte ridossate all’interno della formazione di Abu Galawa, il bellissimo plateau Sud è tutto per noi. Scendiamo e ci portiamo subito verso il drop-off sui 30 metri dell’estremità Sud, dal blu ci viene incontro un bel Grigio e siccome noi rimaniamo tutti tranquilli (strano ma vero, questa volta nessuno cerca di rincorrerlo, hanno tutti capito quale è il miglior modo per osservare un pelagico) ci avvicina al punto da scorrerci tranquillamente davanti alle nostre maschere in tutta la sua bellezza! Ritornati a quote più basse attraversiamo il bel giardino di coralli e poi alla base dei coloratissimi torrioni caratteristici di questo posto, incontriamo una bella tartaruga intenta al suo pasto mattutino, ancora una volta mi stupisco della compostezza del gruppo (davvero complimenti), la avviciniamo a turno per osservarla e scattare foto ma senza mai infastidirla o pressarla troppo, pur avendola tranquillamente a pochi centimetri, non scappa nemmeno una manina a toccarla (rimango davvero impressionato dalla compostezza del gruppo che è stato davvero di esempio, con subacquei cosi ogni immersione e ogni incontro è possibile, come vorrei che questo fosse il nostro standard di Italiani!) La tartaruga, grata, ci ripaga continuando tranquillamente ad occuparsi delle sue faccende dandoci modo di osservare quale sia la sua dieta preferita, quali coralli molli sceglie di preferenza e anche, una volta arrivata a corto di fiato, come sfrutti la sua galleggiabilità, abbiamo osservato infatti che a circa dieci metri diventa positiva e, raggiunta quella quota risale velocemente puntando verso l’alto senza bisogno di muovere nessuna pinna poi, una volta in superficie, faccia qualche atto respiratorio e poi si rituffi, nuotando vigorosamente per i primi metri fino a raggiungere nuovamente la sua galleggiabilità neutra che le permette, tra i dieci e i venti metri, di muoversi senza peso. Il mare forte poi non ci permette di immergerci a Sha’b Claudio, il famoso reef caratterizzato dalla “cattedrale” sommersa ma in cambio ci fermiamo a Sijal una isoletta con tanto di laguna turchese davanti che ci ripaga di un immersione non altrettando bella. Sono sorpreso di osservare alcune barche di snorkelisti mai viste prima, sono arrivati anche qui, forse ci sarà un nuovo albergo sotto costa o forse gli operatori locali in cerca di sempre nuove proposte (escursioni) per i loro turisti da albergo, si saranno spinti fino a qui (d’altronde gli fanno fare anche 500 chilometri in un giorno per portarli qui da Hurghada per  sperare di vedere i delfini!), certo non dobbiamo essere egoisti e queste meraviglie è giusto che vengano godute da tutti, però ripensando a quando mi aggiravo per questi luoghi senza incontrare altre barche per giorni, che non fossero di pescatori, un po’ di nostalgia mi viene! Certo le barche allora non erano cosi comode e affidabili, era davvero un avventura! Dopo pranzo ancora navigazione per raggiungere a tramonto avvenuto (che in questa stagione avviene verso le 17:30, per questo ci alziamo cosi presto, per sfruttare la giornata a partire dall’alba, intorno alle sei) il reef di El Gadir dove abbiamo fatto la prima immersione di ambientamento e dove ci attende una piacevole notturna abbastanza vicini (ancora 2 e mezza di navigazione) ad Elphinstone, obiettivo del giorno dopo.

Venerdi: Per consentire, dato il mare ancora forte, qualche ora di sonno tranquillo in più partiamo verso le 5 che è ancora notte, oggi non potremo fare comunque più di 2 immersioni prima di rientrare e allora è meglio riposare un po’ meglio e immergerci con più luce, tanto la storia dei grossi pesci all’alba è per lo più una storia in base alla mia esperienza di 15 anni di immersioni (all’alba e non) effettuate in questo mare, barche tante ma non quante ci sarebbero se le condizioni fossero migliori, comunque ormai hanno già fatto tutti la seminotturna dell’alba e scendiamo in acqua, con il supporto dei gommoni, del tutto in solitudine, le onde impressionano e infatti il gruppo è stato indeciso fino all’ultimo se venire qui o scegliere un immersione più tranquilla, ma ho previsto che le onde saranno l’unico problema da affrontare, ci sarà poca corrente infatti, uguale poco pesce, ma immersione, una volta in acqua, davvero rilassante, un Grigio lo avvistiamo comunque e poi ci godiamo i colori. Mi sorprendo ogni volta nel constatare come di volta in volta la stessa immersione possa avere aspetti completamente differenti, sia per difficoltà che per tipo di bellezza e se poi ci aggiungiamo lo stato emotivo personale ecco che potremmo ripetere l’immersione all’infinito senza riportarne mai la stessa impressione! La barca a causa della corrente girata non riesce più a mantenere un ormeggio sicuro, infatti anche tutte le altre barche si staccano, cosi ci spostiamo a Marsa Shona nel tentativo di avvistare il Dugongo aggirarsi sulla prateria di anofila (fanerogama simile alla posidonia) non riusciamo a incontrarlo ma vediamo una grossa tartaruga che si nutre della stessa pianta. Il rientro in porto dopo pranzo conclude la giornata e la settimana di immersione, una volta in banchina alcuni curiosi della vita locale fanno un salto alla piccola cittadina di El Quesir, un borgo antico con ancora case risalenti agli inglesi (con balconi in legno) una struttura realizzata dagli Italiani per la produzione di fosfati, ormai in disuso ma ancora conservata esattamente come allora, con gli uffici e il piccolo museo naturalistico interno ancora conservati e custoditi, e antiche vestigia risalenti ai romani che hanno vissuto varie utilizzazioni nel corso degli anni. La sera poi ancora una botta di vita e tutti a cena fuori tra le strutture dello stupendo albergo Karamana distante qualche decina di chilometri da Port Ghalib.

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